AGI - La Sicilia e il Gambia non sono mai stati così vicini grazie all'incontro tra un giovane e talentuoso stilista gambiano, Faburama Ceesay, i suoi colorati tessuti africani e degli artigiani siciliani. Insieme, in una sartoria sociale, danno vita ad attività e creazioni uniche, emblematiche della ricchezza della contaminazione tra culture. È un messaggio di umanità, di condivisione, di convivenza pacifica e creativa che arricchisce tutti i partecipanti quello che ci arriva dalla provincia di Messina, precisamente da Barcellona Pozzo di Gotto, dove da ormai otto anni è attiva la “Sartoria Sociale Kanö”, al civico 108 di Via Garibaldi. Non è solo un luogo di produzione, esposizione e vendita di abiti su misura, gioielli, accessori per la casa e prodotti di cancelleria, ma anche un luogo di incontro tra cittadini e culture diverse.
Kanö sarà a Roma il 1° aprile per una sfilata davvero speciale che racconterà la storia di Faburama, accompagnata dalla degustazione di un menù raffinato ed etico presso il Collettivo Gastronomico di Testaccio (Largo Dino Frisullo, 1), a partire dalle ore 18.00."Presenterò abiti e accessori che racconteranno la mia storia, dalla partenza dal Gambia, il viaggio e il ritorno nella mia patria con Kanö Gambia Taylor. È un progetto che punta a realizzare una scuola di sartoria con cui vorremmo offrire ai giovani talenti la possibilità che non ho avuto io, quella di formarsi e crescere nel proprio paese, senza dover affrontare il viaggio in mano ai trafficanti tra deserto, Libia e traversata del Mediterraneo”", racconta Faburama.
“Siamo felici di ospitare questo evento – spiega Marco Morello, titolare del Collettivo Gastronomico di Testaccio - perché oltre ad esserci affezionati a questa bella storia di vita e di riscatto, consideriamo parte del progetto Collettivo Gastronomico ospitare nei nostri spazi contenuti sociali, artistici e culturali che possano arrivare alla gente attraverso il linguaggio comune del cibo: è la nostra cifra”.
Kanö significa Amore in lingua Mandinga, quella parlata dal sarto-fondatore Faburama, gambiano, arrivato in Italia qualche anno fa. In partenza, è stato decisivo l’incontro tra Faburama Cesay, 30 anni, e due operatrici dello Sprar di cui era ospite – Marica D’Amico e Lucia Isgro – oltre a Tonino Mancuso, artista-artigiano che crea oggetti da cartoleria, nonché marito di Lucia. "“Tra i beneficiari dello Sprar abbiamo conosciuto tanti ragazzi con competenze e background diversi. C’è chi è più volenteroso e ha voglia di fare, chi invece meno, del resto come tra i nostri ragazzi. Ma un tratto comune a tutti è la loro spiccata creatività. Sono ingegnosi e fantasiosi e dal nulla riescono a creare il tutto. Noi invece compriamo quello che ci serve, quindi abbiamo perso questa abilità” prosegue Marica, ricordando il punto di partenza della loro attività professionale, coronata da una bella storia d'amore e dalla costruzione di una famiglia. Marica e Faburama hanno due figli splendidi.
“Da subito abbiamo posto l’artigianato al centro delle attività per evitare una totale dispersione dei talenti. In questi due anni tutti insieme abbiamo creato una rete di artigiani che lavorano tessuti africani, ma non solo, mixando stili e materiali con creatività”, dice ancora Marica con un’energia contagiosa. In provincia di Messina è la prima attività creata con questa progettualità e sta suscitando molta curiosità nella gente, sia residenti che turisti.
“La sartoria sociale è una scommessa sia personale che comunitaria. Ognuno mette sul tavolo da lavoro oltre alle forbici, all’ago e alle stoffe, il proprio tempo, la propria passione, la propria esperienza, la propria cultura, la propria formazione, il proprio stile di vita”, ci spiegano gli animatori di Kanö. “Da noi parole quali intercultura e integrazione diventano semplici e tangibili, tramite l’arte del “fare insieme”. Le stoffe colorate e rigorosamente fatte a mano, ci narrano e ispirano le creazioni, che diventano viaggi unici, risultato delle diverse mani che operano con arte sui tessuti”, condividono con passione i fondatori della sartoria sociale.
Kanö è anche un ponte tra la Sicilia e l’Africa tramite la Onlus Anymore, nella quale Marica è attiva dal 2009. Anymore Onlus gestisce progetti educativi, sportivi, agricoli e per le donne in Ruanda, Eritrea, Gambia e Uganda, oltre a organizzare servizio civile in Italia e Ruanda (sede operativa) nei settori dei diritti umani, legalità e giustizia. Almeno una volta l’anno, Marica e Faburama vanno a comprare direttamente le stoffe in loco – prevalentemente in Ruanda e in Gambia – e collaborano con i locali. In due bazar equo solidali dell’associazione vendono prodotti artigianali africani e cibo. Con il ricavato e le donazioni finanziamo i progetti in Africa.
Kanö arriva ovunque grazie ai social (facebook, instagram, linkedin, il canale youtube e ovviamente il sito). Nella sartoria si lavora su sei macro aree di realizzazione: abiti su misura (uomo, donna, bambino); oggettistica per la casa (tende, tovaglie, portapane etc.); accessori moda (collane, bracciali, orecchini, cinture, etc.); cartoleria (agende, bloc notes, album foto, segnalibri); giochi per bambini in legno e wax; bomboniere e allestimenti solidali.
I tessuti sono principalmente in cotone wax al 100%. Per scoprire le loro creazioni, incontrarli e vivere il fruttuoso connubio tra Italia e Africa, Marica e Faburama vi invitano nella Città Eterna, perché tutte le vie della creatività e dell’umanità portano a Roma!