AGI - L’imprenditoria immigrata, Africa in testa, si conferma un pilastro dinamico dell’economia italiana. Lo evidenzia il Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2024, realizzato dal Centro Studi e Ricerche Idos, in collaborazione con Cna, e presentato oggi a Roma presso la Sala conferenze David Sassoli di Esperienza Europa.
Secondo il rapporto, nel 2024 le imprese guidate da immigrati in Italia hanno raggiunto quota 659.709, registrando una crescita del 32,7% negli ultimi dieci anni. Questo dato è particolarmente significativo se confrontato con l’andamento generale dell’imprenditoria italiana, che nello stesso periodo ha subito un calo dell’1,7%.
La maggior parte delle imprese immigrate (73%) continua a essere costituita da ditte individuali, ma si osserva un’evoluzione strutturale importante: le società di capitale sono aumentate del 160% nell’ultimo decennio, segnalando una crescente solidità finanziaria e competitività.
L'imprenditoria immigrata ha poi saputo diversificarsi oltre i settori tradizionali del commercio e dell’edilizia. Tra il 2013 e il 2023, si sono registrati forti incrementi nei settori dell’alloggio e ristorazione (+57,6%), dei servizi alla persona (+101,6%), delle attività scientifiche e tecniche (+56%) e della sanità e assistenza sociale (+77,6%).
Se Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto restano le regioni con il maggior numero di imprese immigrate, il Mezzogiorno si distingue per un’accelerazione del fenomeno. In particolare, tra il 2013 e il 2023, la crescita dell’imprenditoria immigrata è stata del 72,8% in Campania e del 33,8% in Puglia.
Roma e Milano continuano a essere i poli principali, ma Napoli e Caserta emergono come nuovi centri imprenditoriali di rilievo. Uno dei dati più rilevanti del Rapporto 2024 riguarda la crescita delle imprese guidate da donne immigrate, aumentate del 37,8% negli ultimi dieci anni. Un trend che spicca se paragonato al calo del 7,3% registrato per le imprese femminili italiane nello stesso arco di tempo.
I titolari di imprese immigrate provengono da una vasta gamma di Paesi, ma c'è il continente africano in cima alla classifica: la prima nazionalità rappresentata nel 2024 per quanto riguarda le imprese individuali resta il Marocco, seguito dalla Romania, e dalla Cina. Parallelamente, però, stanno emergendo nuovi attori. Le comunità di Pakistan (+130,7%), Bangladesh (+47,3%) ed Egitto (+40%) sono quelle che registrano gli incrementi più rilevanti. Negli ultimi dieci anni, la comunità imprenditoriale nigeriana in Italia ha registrato un’espansione senza precedenti. Il numero di imprenditori nigeriani titolari di imprese individuali è cresciuto del 93,6%, passando dai 9.126 del 2013 ai 17.669 del 2023. Lo evidenzia il Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2024, realizzato dal Centro Studi e Ricerche Idos, in collaborazione con Cna, e presentato oggi a Roma. Sebbene in termini assoluti gli imprenditori nigeriani siano ancora distanti da quelli di origine marocchina (58.273), questo aumento rappresenta una delle crescite più significative tra gli imprenditori immigrati, segno di una comunità sempre più attiva e integrata nel tessuto economico italiano.
Gli imprenditori nigeriani si concentrano principalmente nei settori del commercio all’ingrosso e al dettaglio, la ristorazione, i servizi di assistenza alla persona e il trasporto e la logistica. Negli ultimi anni, si è osservata una crescente diversificazione delle attività, con un numero sempre maggiore di imprenditori nigeriani che investono nel settore dell’assistenza sociale e nei servizi.
Dal punto di vista territoriale, evidenzia il rapporto, la maggior parte delle imprese nigeriane si concentra nelle regioni economicamente più dinamiche: Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Campania e Veneto, con una forte presenza nelle principali città come Milano, Roma e Napoli.
In un contesto di crisi demografica e sfide globali, il rapporto conferma come l’imprenditoria migrante non solo resista alle difficoltà, ma contribuisca attivamente all’innovazione e alla crescita economica dell’Italia.