AGI - La Cina promette che adotterà "tutte le contromisure necessarie" contro i dazi americani annunciati dal presidente Donald Trump. "Se la parte statunitense insiste nel fare di testa sua, la parte cinese adotterà tutte le contromisure necessarie per difendere i propri legittimi diritti e interessi", ha affermato il ministero del Commercio cinese.
La Cina ha avvertito che ulteriori dazi del 10 percento sulle importazioni cinesi da parte degli Stati Uniti avrebbero "un impatto serio sul dialogo" tra i due Paesi sul controllo degli stupefacenti, accusando Washington di "ricatto". "Pressione, coercizione e minacce non sono il modo corretto di trattare con la Cina. Il rispetto reciproco è la premessa di base", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri, Lin Jian.
La leadership cinese si riunirà la prossima settimana per una serie di incontri a porte chiuse volti a delineare strategie per proteggere l'economia dalle crescenti minacce commerciali degli Stati Uniti di Donald Trump. Le cosiddette "Due Sessioni" dell'Assemblea nazionale del popolo (Npc) e della Conferenza consultiva politica del popolo cinese sono in gran parte organismi ratificatori delle decisioni del Partito comunista. Tuttavia, offrono un raro sguardo sulle priorità strategiche della Cina, in un contesto di crescenti incertezze nei rapporti con il suo principale partner commerciale e rivale geopolitico. Mercoledì, l'apertura dell'Assemblea nazionale del popolo vedrà il premier Li Qiang annunciare gli obiettivi di crescita economica per il 2025, che secondo gli analisti si aggireranno intorno al 5%, lo stesso target del 2024.
Molti esperti ritengono che tale obiettivo sia ambizioso, dato il rallentamento economico cinese caratterizzato da debole domanda interna, crisi immobiliare, alta disoccupazione giovanile e nuovi dazi statunitensi. Anche la spesa militare sarà sotto i riflettori, con Pechino che potrebbe incrementare il bilancio della difesa in risposta alle tensioni con Washington e al rafforzamento delle alleanze militari statunitensi nell'Indo-Pacifico. L'agenda delle "Due Sessioni" sarà dominata dal ritorno di Trump alla Casa Bianca e dalle sue politiche commerciali aggressive. Il presidente statunitense ha già imposto un dazio aggiuntivo del 10% sulle importazioni cinesi e ha minacciato nuove misure che potrebbero colpire centinaia di miliardi di dollari di scambi commerciali.
Intanto le borse asiatiche segnano tutte pesanti perdite, dopo la chiusura negativa di ieri a Wall Street, sull'onda dei timori per i contraccolpi dei possibili effetti dei dazi Usa su Cina, Messico e Canada, di cui ieri il presidente Donald Trump ha annunciato l'avvio dal 4 marzo. Giù i titoli dei comparti legati alle esportazioni: dalle automobili all'elettronica fino ai semiconduttori.