AGI - Nel magazzino fiscale al 31 gennaio 2025 c'erano quasi 1.300 miliardi di euro - 1.272,9 per l'esattezza - di crediti non riscossi risalenti al periodo 2000-2024. Quasi la metà, 537,75 miliardi di euro, non sono più riscuotibili a causa di inesigibilità di vario tipo. Mentre altri 167,31 miliardi si configurano come crediti con profilo di riscuotibilità non determinabile. Ci sono aspettative di riscossione su 567,85 miliardi, ovvero meno di metà del totale complessivo.
Audizioni in Senato
Nel corso delle audizioni in Senato sul riordino del sistema della riscossione, il presidente della Commissione analisi magazzino fiscale Roberto Benedetti ha reso note le cifre del magazzino fiscale. Numeri che il governo e la maggioranza attendevano per modulare i prossimi provvedimenti di politica fiscale, con la Lega che spinge per la rottamazione quinquies mentre Forza Italia caldeggia soprattutto il taglio del cuneo fiscale anche per il ceto medio.
Criticità della rottamazione quinquies
Le cifre riportate dicono che l'ammontare dei crediti è imponente e la loro riscossione complicata. Non solo: il ricorso reiterato al sistema della rottamazione delle cartelle non incentiverebbe la riscossione. Secondo l'Ufficio Parlamentare di Bilancio l'ultimo disegno di legge che propone l'introduzione, tra le altre cose, della rottamazione quinquies "aumenta la complessità della riscossione e alimenta aspettative di futuri sconti e condoni, con ripercussioni sulle entrate". Una delle criticità del provvedimento, aggiunge Giovanni Spalletta, direttore generale del Dipartimento delle Finanze del Mef, è che "si allunga il periodo interessato che arriverebbe fino al 31 dicembre 2023 e si allunga la rateazione, ma non sono previsti interessi di rateazione". In questo modo, sottolinea, "creiamo una sperequazione non giustificata: bisogna omogeneizzare regole del gioco".
Osservazioni tecniche
Un'altra osservazione dei tecnici del Mef riguarda le 120 rate: "hanno efficacia significativa per crediti rilevanti ma non sono congrue per i crediti più bassi. Forse si potrebbe prevedere una graduazione del numero di rate in base all'importo". Anche la Corte dei conti ha sollevato dubbi sull'ipotesi di una nuova rottamazione. Enrico Flaccadoro, presidente di coordinamento delle Sezioni Riunite in sede di controllo della magistratura contabile, ricorda "a fronte dei benefici attesi, quelle che sono state le ricadute negative dei precedenti provvedimenti di definizione agevolata: rischio di abbassamento dei livelli di compliance, gravi difficoltà operative per l'Agente della riscossione, che verrebbe distolto dai suoi compiti ordinari tralasciando le procedure esecutive".
Crediti in magazzino
I tecnici del Mef in Commissione specificano che l'85% dei crediti in magazzino si riferisce a persone fisiche, pari a 453 miliardi, di cui 298 legati ad attività non economica. Solo il 15,8% dei crediti è riferito a persone giuridiche, ma sono proprio queste ad avere il carico residuo maggiore con circa 819 miliardi debiti accumulati e non pagati. Le società con capitali costituiscono la parte maggiore.
Dimensione del magazzino fiscale
Sulla dimensione del magazzino fiscale, argomenta l'Upb, hanno influito "l'elevato numero di singoli crediti di modesto importo affidati annualmente", le "lunghe tempistiche degli adempimenti" richiesti per ogni credito, la mancanza di "un meccanismo di discarico automatico dei crediti inesigibili" e la "complessa procedura di accertamento dell'inesigibilità del credito affidato".