AGI - La Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, torna a parlare in pubblico e ammette che ci sono stati "migliaia di morti" nelle proteste che hanno sconvolto il Paese; accusa di esserne i responsabili "coloro che hanno legami con Israele e l'America" con il presidente americano, Donald Trump, "colpevole" e avverte che "i criminali interni e quelli internazionali non rimarranno impuniti" pur non avendo alcuna intenzione di "trascinare il Paese in guerra".
Ma il messaggio è chiaro: "La nazione iraniana deve spezzare la schiena ai sediziosi, proprio come ha spezzato la schiena alla sedizione". Da Washington il dipartimento di Stato fa sapere - in farsi - che "tutte le opzioni rimangono sul tavolo" e avverte di "non scherzare con il presidente Trump".
"Trump è responsabile per i morti"
L'Ayatollah è intervenuto alla celebrazione dell'Eid al-Mab'ath a Teheran dove ha partecipato a un incontro "con migliaia di persone di ogni ceto sociale". "Riteniamo il presidente degli Stati Uniti colpevole delle vittime, dei danni e della diffamazione che ha inflitto alla nazione iraniana", ha affermato Khamenei secondo cui le manifestazioni sono state un risultato delle azioni americane, con intervento diretto del capo della Casa Bianca. "Coloro che sono legati a Israele e all'America sono responsabili della morte di migliaia di persone" nelle proteste, ha affermato il leader ammettendo, seppure in maniera indiretta, il pesante bilancio delle manifestazioni".
"Non lasceremo i criminali impuniti"
Gli americani, con innumerevoli premesse e scopi ancora più grandi, hanno scatenato la rivolta. Ma la nazione iraniana, dopo aver sconfitto l'America e gli sionisti nella guerra dei 12 giorni, oggi, per grazia divina, li ha sconfitti di nuovo e ha spento la sedizione. Ma questo non è sufficiente. L'America deve essere ritenuta responsabile. Il ministero degli Esteri e gli apparati devono seguire questa questione", ha evidenziato Khamenei.
"Non porteremo il Paese verso la guerra, ma non lasceremo nemmeno impuniti i criminali interni e internazionali", ha minacciato. "La nazione iraniana deve spezzare la schiena ai sediziosi, proprio come ha spezzato la schiena alla sedizione".
La smentita sullo stop alle esecuzioni
Il procuratore di Teheran, Ali Salehi, ha smentito che le esecuzioni siano state cancellate. "La nostra risposta è decisa, deterrente e rapida. Attualmente, molti casi hanno portato a rinvii a giudizio e sono stati trasmessi al tribunale", ha affermato. La Guida suprema ha ammesso anche che "la situazione economica non è buona" e ha chiesto ai funzionari "di lavorare di più e fornire i beni ai cittadini".
Prosegue il blocco di internet
Intanto sono stati riaperti i servizi sms a livello nazionale ma il Paese rimane con internet bloccato. Khamenei ha comunque twittato diversi estratti del suo intervento. E per alcuni analisti il futuro di internet nel Paese potrebbe essere proprio questo: una rete nazionale chiusa per tutti e una globale aperta a pochi privilegiati scelti dalle autorità.
La replica di Trump
"E' ora di cercare una nuova leadership in Iran". Lo ha dichiarato Donald Trump a Politico dopo che la pressione della Casa Bianca sul regime sembrava essersi allentata insieme con la fine delle proteste che chiedevano la cacciata degli ayatollah. "La leadership è una questione di rispetto, non di paura e morte", ha aggiunto il Presidente dopo un duro scambio con Khamenei in cui la Guida Suprema rivendicava la vittoria dell'Iran sugli Stati Uniti.
Trump si è spinto oltre, denunciando Khamenei e il sistema di governo iraniano: "Quest'uomo è un malato che dovrebbe governare il suo Paese correttamente e smettere di uccidere persone - ha detto il presidente -, il suo Paese è il posto peggiore in cui vivere al mondo a causa della sua scarsa leadership".
Trump aveva invitato gli iraniani a continuare a protestare e a "prendere il controllo delle istituzioni", assicurando che "gli aiuti sono in arrivo". Il giorno successivo, però, aveva bruscamente cambiato rotta, affermando di essere stato informato che le uccisioni erano cessate. "La migliore decisione che (il regine iraniano, ndr) abbia mai preso è stata quella di non impiccare più di 800 persone due giorni fa", ha dichiarato Trump oggi, quando gli è stato chiesto quanto concreta fosse la prospettiva di un'operazione militare statunitense in Iran.
Il governo di Teheran, ha aggiunto Trump, fa affidamento sulla repressione e sulla violenza, "ciò di cui è colpevole è la completa distruzione del Paese e l'uso della violenza a livelli mai visti prima. Per far funzionare il Paese - anche se questa funzione è di livello molto basso - la leadership dovrebbe concentrarsi sul governo del Paese in modo corretto, come faccio io con gli Stati Uniti, e non sull'uccidere migliaia di persone per mantenere il controllo".