AGI - Il figlio di Nicolas Maduro, deputato, ha invitato i venezuelani a scendere in piazza dopo la destituzione del padre da parte delle forze statunitensi e il suo trasferimento in una prigione di New York.
"Ci vedrete per le strade, ci vedrete al fianco della gente, ci vedrete sventolare la bandiera della dignità", ha detto Nicolas Maduro Guerra, 35 anni, in un messaggio audio sui social.
Accuse di narcoterrorismo e sospetti di tradimento
"Vogliono farci apparire deboli, ma non lo saremo", ha detto Maduro Guerra, che è una delle sei persone, insieme al padre e alla matrigna Cilia Flores, accusate di "narcoterrorismo" dalle autorità statunitensi. L'esecuzione impeccabile dell'operazione per catturare il leader venezuelano dal suo nascondiglio nella capitale Caracas e farlo uscire dal Paese ha portato a ipotizzare che il focoso socialista sia stato tradito da qualcuno all'interno della sua cerchia ristretta. Facendo eco a quelle voci, suo figlio ha detto che "la storia dirà chi erano i traditori, la storia lo rivelerà. Vedremo".
La fiducia nel movimento chavista
Maduro Guerra è l'unico figlio biologico del presidente deposto, che in seguito ha adottato i tre figli della sua seconda moglie Flores. Ha espresso fiducia nel fatto che il "chavismo" - il movimento socialista antimperialista fondato dal carismatico defunto leader venezuelano Hugo Chavez - sopravviverà.
Centinaia di chavisti in marcia per il rilascio
Oggi centinaia di chavisti si sono radunati nel centro di Caracas per una grande marcia per chiedere il rilascio di Maduro e della moglie. Sventolando bandiere venezuelane e indossando abiti bianchi, i chavisti hanno denunciato quello che hanno definito il "rapimento" del presidente e della first lady, scandendo slogan in difesa della "rivoluzione" e dell'"indipendenza" del loro Paese. Diversi funzionari governativi hanno partecipato alla manifestazione, tra cui Pedro Infante, primo vicepresidente dell'Assemblea Nazionale (AN, Parlamento), la giudice Tania Diaz e Rosa Ines Chavez, figlia del defunto presidente Hugo Chavez.
Permanenza in strada e ritorno alla normalità
Sabato, dopo l'attacco, i chavisti hanno annunciato che sarebbero rimasti in strada "permanentemente", e centinaia di loro si sono radunati in zone vicine al palazzo presidenziale di Miraflores, nel centro di Caracas, dove si trovano anche gli edifici governativi. Nel frattempo, altre zone di Caracas sono tornate alla normalità con la riapertura di alcune attività commerciali, dopo un sabato di calma tesa, strade vuote e poco traffico.