MOSTRE: LE "TAUROMACHIE" DI GOYA,
ALLEGORIE DI VITA

Dal 20 giugno al 26 luglio presso il Bopo Bocciodromo di Ponteranica (Bergamo) una mostra, "Francisco Goya. Tauromachie ed altre battaglie" a cura di Michele Tavola, porta alla scoperta di una delle serie di incisioni piu' belle che Goya abbia creato: i fogli della Tauromachia, eseguiti tra il 1814 e il 1816, tra drammatici chiaroscuri e sorprendenti invenzioni scenografiche raccontano l'infinita lotta tra tori e toreri che, per l'artista spagnolo, diventa una grande allegoria delle vicende umane. In questa serie, che rappresenta il nucleo principale della mostra, Goya dimostra tutta la sua sensibilita' e abilita' tecnica, esplorando le infinite possibilita' dell'incisione. Insieme alle tauromachie, che costituiscono il nucleo principale dell'esposizione, vengono presentate altre opere di Goya, tutte acqueforti originali, che ruotano attorno al tema della battaglia, intesa in senso sia metaforico che reale: meritano di essere ricordate le tragiche e sanguinarie composizioni dei Disastri della guerra, le grandi tavole dei Proverbi e la famosa serie dei Capricci fra cui spicca Il sonno della ragione genera mostri, una delle acqueforti piu' celebri dell'artista. In mostra dunque uno straordinario corpus grafico in cui si ammirano importanti opere dei Capricci, prima importante serie di incisioni di Goya, pubblicata per la prima volta nel 1799, che raffigura immagini visionarie, incubi e allucinazioni, metafore di un mondo marcio e perduto, in cui l'abiezione umana sembra non avere limite. Di grande pregio le opere appartenenti ai "Disastri della guerra", forse il piu' sconvolgente tra i documenti artistici sulla ferocia dell'uomo. Nella serie, pubblicata per la prima volta postuma nel 1863, Goya racconta quanto ha visto e vissuto durante l'occupazione delle truppe napoleoniche in Spagna: esecuzioni sommarie, saccheggi, stupri e violenze di ogni tipo perpetrati da un esercito straniero contro la popolazione civile. Si tratta di una delle piu' dure e forti condanne alla guerra realizzate da un artista attraverso la sua opera. Della serie dei Proverbi, composta da 22 incisioni rimaste incompiute alla morte dell'artista e stampate postume, spicca tra le altre Pioggia di Tori. In queste acqueforti la tecnica raffinatissima e' paragonabile a quella della Tauromachia, mentre per quanto concerne i soggetti questi fogli costituiscono l'ideale prosecuzione dei Capricci. L'esposizione, promossa dal Comune di Ponteranica, e' accompagnata dalla proiezione di due cortometraggi d'arte sulle opere di Goya realizzati da Luciano Emmer, con musiche eseguite da Andres Segovia, dal titolo: "Goya. I disastri della guerra" che narra il martirio del popolo spagnolo durante l'invasione napoleonica e "La festa di Sant'Isidoro" che rievoca il clima in Spagna nel XVIII secolo. Madrid, 1770. E' un anno cruciale per la storia dell'arte: le sette tele dipinte da Giambattista Tiepolo per la chiesa di San Pasquale Baylon di Aranjuez, subito dopo la morte del maestro veneziano vengono sostituite con quelle di Anton Raphael Mengs, principale esponente della nuova pittura neoclassica. In questo momento di cambiamenti epocali si collocano gli esordi di Goya, che non aderira' mai a nessuna moda e sara' sempre troppo avanti rispetto ai suoi tempi, sebbene riesca a rappresentarli meglio di chiunque altro. Nel 1774, proprio grazie a Mengs, gli vengono commissionati oltre sessanta cartoni per l'Arazzeria Reale, dipinti nell'arco di diciotto anni, in cui pero' si mostra piu' interessato alla vivace freschezza del Tiepolo che ai modi del suo benefattore. Nel 1789 la sua carriera e' gia' all'apice: viene nominato 'Pintor de camera del Rey e si afferma come impareggiabile ritrattista (La famiglia di Carlo IV, 1800). Alla fine del 1792, Goya attraversa un momento di grave crisi in seguito a una malattia che lo lascia inguaribilmente sordo. Dalla fine degli anni Settanta inizia a dedicarsi all'incisione, eseguendo copie dai dipinti di Velßzquez e, nel 1799, pubblica la sconvolgente serie dei Capricci, serie di ottanta scene di incisiva satira sociale, suo primo capolavoro nella nuova tecnica dell'acquaforte e acquatinta. Al periodo in cui la Spagna venne invasa dalle truppe napoleoniche risalgono alcuni straordinari capolavori, quali la Fucilazione del 3 maggio 1808 e la serie di acqueforti intitolata i Disastri della guerra. Nel 1815 l'artista realizza la sua terza serie di incisioni ad acquaforte, la Tauromachia dedicato allo spettacolo nazionale spagnolo. La pausa di serenita' goduta dall'artista alla fine della guerra finisce quando Ferdinando VII avvia un regime di persecuzione contro chi coltiva ideali liberali. In questo rinnovato clima di violenza Goya inizia la sua quarta e ultima serie di incisioni, i Proverbi. Dopo la restaurazione cade in disgrazia perche' sospettato di essere antimonarchico, di conseguenza si ritira a lavorare in solitudine. Le sue angosce, le inquietudini e i tormenti interiori prendono forma nelle cosiddette 'pitture nere', allucinanti e tragiche visioni dipinte sulle pareti della sua dimora, la 'Quinta de sordo'. Nel 1824, perdurando il clima di politica reazionaria e persecutoria, parte per l'esilio volontario in Francia. A Bordeaux, malgrado l'eta' avanzata, Goya realizza nella nuova tecnica della litografia la splendida serie dei Tori di Bordeaux. La sua attivita' si interrompe con la morte all'eta' di ottantadue anni.
L' esaustivo catalogo di Lubrina Editore contiene un DVD che propone il documentario di Luciano Emmer.
"Francisco Goya. Tauromachie ed altre battaglie"
A cura di Michele Tavola
20 giugno - 26 luglio 2009 Sede Bopo Bocciodromo
Via Concordia 6a - Ponteranica (Bergamo)
Orari martedi', mercoledi', venerdi' dalle 16 alle 20; giovedi' dalle 16 alle 22; sabato e domenica dalle 10 alle 20. Lunedi' chiuso.
Visite guidate gratuite ogni fine settimana con prenotazione obbligatoria.
Informazioni e prenotazioni: Biblioteca di Ponteranica Tel. 035.577302 - biblioteca@comune.ponteranica.bg.it Catalogo Lubrina Editore
